4 domande e risposte per conoscere le malattie dell’invecchiamento di cani e gatti

Anche se ci piacerebbe che vivessero per sempre, o almeno tanto quanto noi, cani e gatti hanno una vita molto più breve rispetto agli esseri umani e per questo moltissimi proprietari si trovano nella condizione di dover affrontare la vecchiaia del proprio animale domestico.
Il miglioramento delle condizioni di vita, la crescente attenzione all’alimentazione, i progressi della medici-na veterinaria e tanti altri fattori hanno permesso sia al cane che al gatto di raggiungere età che fino a qualche anno fa erano impensabili. In questa prospettiva risulta molto importante sapere come prendersi cura al meglio di un animale anziano per permettergli di vivere una vecchiaia il più possibile serena e priva di sofferenze. 
In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle domande più frequenti che i nostri clienti ci pongono a proposito della vecchiaia di cani e gatti e le relative malattie. Speriamo possano esservi utili.

 

1. Si dice sempre che 1 anno di un cane corrisponde a 7 anni di un essere umano. È vero?

Non proprio. La formula 1=7 non è la più precisa per calcolare l’età di un cane. Pensiamo per esempio al fatto che i cani, verso l’anno d’età, raggiungono la maturità sessuale. A quale bambino capita di maturare intorno ai 7 anni?  Ci sono poi cani che raggiungono i 20 anni, mentre non sono conosciuti esseri umani che abbiano raggiunto i 140 anni d’età.
Possiamo però dire con certezza che in una prima fase della vita lo sviluppo del cane è piuttosto lento (salvo la rapida maturità sessuale), mentre dopo gli 8 anni si avvicina velocemente all’età senile, sia dal punto di vista comportamentale che fisiopatologico. 
L’aspettativa di vita oggi è comunque molto aumentata e ci sono cani che arrivano anche ai 16-17 anni; i più longevi si sono dimostrati i meticci, e comunque i cani di taglia medio-piccola, mentre i cani di taglia grande o di alcune razze selezionate nel tempo per ottenere caratteristiche fisiche e comportamentali particolari (es. boxer o alani) vivono meno.

 

2. Quali sono le malattie che colpiscono più frequentemente i cani e i gatti anziani?
Salvo situazioni specifiche, le malattie più frequenti nei cani e gatti anziani sono quelle legate all’invecchiamento dell’organismo e quindi alle insufficienze di alcuni organi in particolare. Un organismo che invecchia, infatti, è un organismo che non riesce più ad espletare al 100% le proprie funzioni e può quindi andare incontro a condizioni patologiche come:

  • Insufficienza renale
  • Insufficienza cardiaca
  • Artrosi
  • Cecità

Tra queste elencate la più frequente è probabilmente l’insufficienza renale, soprattutto nel gatto, mentre nel cane in particolare possiamo riscontrare, in età avanzata, artrite e conseguente riduzione della mobilità, oppure perdita progressiva della vista, talvolta conseguente a diabete (insufficienza pancreatica). E’ importante fare una precisazione per quanto riguarda l’atteggiamento del proprietario nei confronti di alcune delle patologie sopraelencate, e cioè che gli animali hanno, rispetto agli umani, il vantaggio di non “sovraccaricare emotivamente” alcuni handicap fisici che per l’uomo sono invece estremamente limitanti (anche da un punto di vista sociale). Prendiamo ad esempio la cecità: non dobbiamo pensare che un cane che abbia perso la vista in età avanzata non possa condurre una vita serena, o che sia definitivamente limitato da questo handicap (soprattutto se vive in appartamento): i cani infatti, ma anche i gatti, a differenza di noi umani, hanno meno bisogno di affidarsi alla vista per orientarsi, avendo a disposizione un olfatto molto più raffinato e comunque una percezione dello spazio circostante differente dalla nostra.

 

3. Esistono malattie neurodegenerative nei cani e nei gatti?
Purtroppo sì. Sono peraltro piuttosto frequenti e allo stesso tempo non facilmente diagnosticabili in quanto si tende ad imputare alcuni comportamenti particolari solo all’età avanzata e non ad una patologia.
Nello specifico le malattie neurodegenerative in cani e gatti sono due. 

  • Sindrome confusionale del cane o del gatto anziano. Questa malattia è sovrapponibile al Morbo di Alzheimer in quanto presenta le stesse lesioni a livello del sistema nervoso. Si tratta di una forma involutiva di invecchiamento delle strutture nervose preposte a governare i comportamenti e che si manifesta proprio con un cambio di atteggiamento dell’animale. In molti casi cani e gatti si dimenticano ciò che avevano imparato in età giovanile; un esempio su tutti è il cane che ricomincia a fare pipì in casa. Molti proprietari scambiano questo gesto con l’incontinenza; in realtà si tratta di un problema neurologico: il cane riuscirebbe a trattenere la pipì fino alla passeggiata, ma non si ricorda che deve farlo!
  • Depressione da involuzione. Si tratta di uno stato depressivo del cane o del gatto anziano, che non è più sensibile agli stimoli esterni, si chiude in se stesso e non interagisce. In questi casi l’animale non risponde al richiamo del proprietario e sembra non interessato a tutte quelle attività che un tempo lo rendevano felicissimo. Con l’invecchiamento è normale che cani e gatti cambino abitudini e abbiano meno energia; in questo caso però siamo nell’ambito della patologia. Per capirlo è fondamentale avere un resoconto dettagliato da parte del proprietario, che dovrà descrivere al veterinario nel dettaglio i cambiamenti nelle abitudini del proprio animale domestico.

 

4. In presenza di un tumore vale la pena curare l’animale?
Tendenzialmente sì. L’oncologia veterinaria è ormai una disciplina completa e complessa e dopo una diagnosi di tumore oggi è possibile in molti casi intraprendere percorsi di terapie miratI tra cui la chemioterapia e la radioterapia. La nostra clinica, ad esempio, collabora spesso con “La Cittadina Fondazione” di Romanengo, in provincia di Cremona, specializzata in radioterapia. Questa struttura è l’unica struttura veterinaria in Italia ad avere un acceleratore lineare di particelle (LINAC) che consente di erogare radioterapia senza danneggiare i tessuti sani e senza incorrere negli effetti collaterali spesso legati alle terapie radianti (ustioni e altri problemi relativi all’esposizione ai raggi a scopo curativo).
Per gli animali che lo necessitano esistono inoltre terapie palliative che consentono di allungare la vita anche di alcuni anni.
Pertanto anche a fronte di una diagnosi di tumore per il vostro cane o il vostro gatto vale comunque la pena completare l’iter attraverso gli accertamenti che vi verranno proposti e sulla base degli esiti valutare insieme al veterinario la terapia più adeguata.

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